mercoledì 30 marzo 2011

COMMENTO DA ELIO

Ricevo da Elio, amico sul social "La compagnia dei viaggiatori dolomitici" (iscrivetevi!) questo commento a Frammenti:

ciao scrittice...ho letto i tuoi articoli mi son piaciuti .quello dell'antico bosco l'ho proprio visitato e fotografato qualche anno fa.adesso sto finendo uno di corona poi passo alle piccole cose.ciao elio



Grazie Elio!

lunedì 14 marzo 2011

FRATEL EMANUELE STABLUM DI TERZOLAS

Ecco un altro articolo che si può trovare nella raccolta "Frammenti di una valle"








21 aprile 2002


STABLUM PER ISRAELE E’ GIA’ SANTO



TERZOLAS- “Chi salva una vita, è come se salvasse il mondo intero”. Sono le parole incise sulla medaglia conferita alla memoria di fratel Emanuele Stablum, riconosciuto “Giusto fra le nazioni” dall’Istituto per la memoria dei martiri e degli eroi Yad Vashem, il più alto riconoscimento d’Israele nei confronti di chi salvò gli ebrei dall’Olocausto. Nato a Terzolas nel 1895, primogenito di Giuseppe e Palmina Silvestri, a quindici anni decise d’intraprendere la vita religiosa nella Congregazione dei figli dell’Immacolata concezione, laureandosi poi in medicina e chirurgia, assumendo negli anni Trenta la direzione dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata di Roma; nel 1947 divenne Vicario generale della Congregazione e morì nel 1950. Nel 1943, aiutò circa 90 persone tra cui molti ebrei, nascondendoli nell’istituto o trovando loro una sistemazione sicura. La cerimonia d’attribuzione dell’importante riconoscimento si era svolta lo scorso novembre a Roma, ed è stata ripetuta ieri nel paese natio alla presenza dei parenti, tra cui la sorella Pia. A introdurre la cerimonia, fratel Paolo Ruatti, direttore del dipartimento di dermatologia a Villa Paola (Caprania): “Stablum ha esaltato le doti umane e religiose dei solandri, è stato un uomo, un cristiano che si è spinto fino a rischiare la vita per salvare gli ebrei” ha commentato. Michele Graifenberg, sindaco di Terzolas, ha ricordato con orgoglio il concittadino: “Un uomo da studiare, imitare, non dimenticare, le sue gesta siano d’esempio ai giovani”. Graifenberg ha ribadito la vicinanza e la solidarietà al popolo ebreo e palestinese, in questo delicato momento. Padre Giovanni Cazzaniga, postulatore della causa di beatificazione di Stablum, ha sottolineato come per il popolo d’Israele Stablum sia già santo (l’iter della Chiesa invece segue percorsi diversi) ed ha letto una delle testimonianze raccolte sull’operato del sacerdote, riferita alla sopravvivenza di una famiglia ebrea. E’ stata poi proiettata l’intervista filmata a Tibor Schlosser, consigliere d’ambasciata d’Israele presso il Quirinale, che ha definito Stablum un angelo, uno dei tanti che hanno assistito gli ebrei che sono riusciti a salvarsi e l’ha ringraziato per il bene che ha saputo svolgere in un periodo difficile. Infine, attestato e medaglia sono stati presentati da padre Aurelio Mazzetta, ricordando come preludano ad un futuro migliore. Il nome di Stablum è inciso su una stele nel giardino dei Giusti, a Gerusalemme, accanto a quelli di Oskar Schindler e Giorgio Perlasca.