martedì 6 ottobre 2009

RICORDANDO ARTURO BENEDETTI MICHELANGELI A RABBI


5 luglio 2005
L’ARMONIA ALTROVE

SAN BERNARDO DI RABBI- Musica e silenzio, musica e natura, connubi perfetti per ricordare un musicista che in val di Rabbi cercava proprio questo, la tranquillità dell’ambiente utile per scoprire e creare nuove armonie. A dieci anni dalla scomparsa, avvenuta nel giugno del 1995 all’ospedale cantonale di Lugano, il Comune di Rabbi in collaborazione con l’assessorato alla cultura della Provincia ha ricordato con due giorni di musica il pianista Arturo Benedetti Michelangeli, artista di fama internazionale, amico della val di Rabbi nella quale soggiornò per alcuni periodi. Sabato la chiesa parrocchiale di San Bernardo ha fatto da cornice al concerto per due pianoforti, che ha visto protagonisti Francesco Libetta e Pietro De Maria impegnati nell’interpretazione di brani d’artisti quali Mozart, Ravel, Clementi e Debussy, vale a dire musiche tra quelle preferite da Michelangeli, con un ottimo successo di pubblico. La manifestazione è uno degli appuntamenti fissi dell’estate in val di Rabbi, ma quest’anno, proprio in occasione della ricorrenza della scomparsa del musicista, ha assunto un’importanza particolare, soprattutto perché, come ha spiegato il sindaco, Franca Penasa, “in questo modo, oltre a ricordarlo, si cerca di mantenere vivo quel legame che univa Arturo Benedetti Michelangeli alla valle”. Il giorno seguente durante la messa in onore del pianista, è stato don Renato Pellegrini a tracciarne un profilo, da cui si ricava l’immagine di un uomo per il quale la musica non era una professione, ma una filosofia, un modo di vivere, che comportava anche spirito di sacrificio. “Quando ricordiamo quest’artista bisogna tentare anche di coglierne gli insegnamenti. Uno di questi è guardare al bello, a ciò che è oltre il quotidiano, ha saputo farci alzare gli occhi dalle sofferenze terrene per scorgere l’armonia altrove” ed una preghiera è stata rivolta anche a tutti gli artisti, affinché siano in grado di trasmettere la bellezza. La messa accompagnata dal coro Santa Lucia di Magras, diretto da Fausto Ceschi, si è chiusa con due canti, “In Paradisum” e l’“Ave Maria” del Beltjens in onore del pianista. Michelangeli, nato a Brescia nel 1920, diplomato quattordicenne al Conservatorio di Milano, oltre ai numerosissimi concerti in ogni parte del mondo, da Barcellona nel 1940 a Varsavia nel ’55, dagli Stati Uniti nel’48 all’Unione Sovietica nel ’64, passando per il Giappone e con due concerti in Vaticano, è stato anche insegnante, primo al Conservatorio di Bologna e poi a Bolzano. Qui, avvicinatosi alla montagna, fece amicizia con il coro alpino della Sat di Trento, per cui ha armonizzato dei brani, valorizzando in tal modo la musica popolare, lavoro svolto anche per il solandro coro Sasso Rosso il cui concerto alle scuole elementari ha proposto diversi brani del repertorio armonizzato dal maestro (dei 19 brani armonizzati, 7 sono di origine trentina), mentre l’amministrazione comunale ha premiato con una targa il direttore Adriano Dalpez per l’impegno dimostrato dal coro in occasione della manifestazione. Un ricordo di Michelangeli è giunto anche da chi l’ha conosciuto, tra cui il professor Giampaolo Minardi e l’ambasciatore a Varsavia Vincenzo Manno, che ha sottolineato come in Polonia sia stato commemorato il decennale della scomparsa; da entrambi è stata inoltre evidenziata la serietà e la scrupolosità che il pianista adottava come comportamenti in ogni aspetto della sua vita. Emozionata la signora Giuliana, moglie di Michelangeli (che la sposò nel ‘43) cui è stato donato un omaggio floreale. Per ritrovare il silenzio, Michelangeli si recava a Rabbi, una valle amica che continua ad onorare la memoria di un grande della musica.

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