giovedì 28 maggio 2009

MERIDIANE A MONCLASSICO


17 luglio 2003
IL PAESE DELLE MERIDIANE


MONCLASSICO- La prima fase di un progetto che si svilupperà nel corso dei prossimi anni è iniziata nel comune di Monclassico. Cinque artisti da domenica scorsa stanno lavorando sulle facciate di alcune abitazioni di Monclassico e della frazione di Presson, dipingendo su ognuna una meridiana. L’iniziativa, denominata “Le meridiane di Monclassico, cinque artisti dipingono il tempo” che si appresta a concludersi è partita dalla neonata associazione “Le meridiane” che ha come presidente Monica Tomasi, vicepresidente Sandro de Manincor e conta sulla presenza di Lucia Asperti, Renato Wegher, Lorenzo Mocatti, Gianfranco Largaiolli e Giulio Meneghini, con la collaborazione del Comune, dell’Asuc (Amministrazione separata degli usi civici) e un contributo dei privati. L’idea è quella di riscoprire la bellezza di questi soggetti, trasformando il comune, in un arco di tempo che potrebbe essere anche decennale, nel paese delle meridiane, unico in Italia. Di edizione in edizione saranno sempre più numerose le case abbellite dagli artisti, che, come già questa volta, saranno sempre cinque, uno locale e quattro provenienti da altre zone. Per questo primo “esperimento” sono stati contattati professionisti che conoscevano già la valle per aver organizzato precedentemente delle mostre, ed ognuno di loro ha cercato di dare un’impronta personale alla meridiana. Gli artisti impegnati sono Livio Conta di Monclassico all’ex caseificio, Enrico Carnevale di Vigevano a casa Casna, Marco Sudati di Cremona (ma vive e lavora a Pizzighettone) a casa Parolari Mezzena, Giuseppe Alesiani di Massignano (Ascoli Piceno) a casa Cavallar a Presson e Tino Rusconi di Mapello (Bergamo) a casa Pozzati Carnessalini ancora a Presson. Le opere hanno dimensioni diverse, dovute alle caratteristiche delle case ed al loro grado d’esposizione mentre per quanto riguarda i temi si è cercato di valorizzare il territorio nelle sue proprietà naturali, come l’acqua, ricollegandosi poi al riconoscimento da parte dell’ONU di questo 2003 come Anno Internazionale dell’acqua, ma anche montagne e frutti. Carnevale, per esempio, ha realizzato una meridiana come allegoria del tempo, raffigurando un anziano che tiene in mano una clessidra, ma anche dei falegnami (tenendo presente il lavoro dei proprietari dell’abitazione) che costruiscono il carro di Cronos e l’alternarsi delle stagioni. Per eliminare il tono “drammatico” dello scorrere del tempo, le ore sono dipinte da una figura che rappresenta la speranza. Stile figurativo moderno con figure stilizzate per Rusconi, che ha voluto utilizzare il marrone per adattare l’opera all’ambiente circostante e per simboleggiare il tempo, in grado di sbiadire ogni cosa. Alesiani, pittore che predilige le ambientazioni agresti, ha dipinto le montagne con la neve dalla quale sgorga l’acqua ed una cascata da cui nasce la vita, cioè i frutti del lavoro dell’uomo, come mele e funghi. Anche Sudati e Conta hanno voluto in primis esaltare le componenti che fanno parte del paesaggio solandro. Per tutte le meridiane i tracciati sono stati realizzati da don Alberto Cintio di Ascoli Piceno che fa parte dell’Unione astrofili italiani, sezione quadranti solari. Le meridiane sono state poi ”costruite” con il classico gnomone (l’asta metallica che con la sua ombra segna le ore) e dipingendo la scena intorno. In più, all’ex caseificio è stata allestita una mostra con altri lavori degli artisti e soprattutto i bozzetti di ogni opera. Del progetto sarà stampato un libretto con la descrizione, le immagini e la storia dell’iniziativa che si concluderà domani sera alle 21 con un concerto in piazza e l’omaggio agli artisti. Monclassico non è nuovo alla tradizione delle meridiane: da sottolineare, oltre ad una datata 1969, un’altra a Presson del 1868, a dimostrazione dell’evolversi della tecnica. Se, infatti, questa presenta solo lo gnomone e le linee per le ore, quelle attuali hanno la capacità grazie a parametri e calcoli più precisi, di indicare i mesi e le stagioni.

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