venerdì 11 dicembre 2009

METTI FRAMMENTI SOTTO L'ALBERO!


Una raccolta di articoli curiosi sulla val di Sole, fatti bizzarri e personaggi interessanti. Per acquistarla rivolgetevi direttamente a me a larazavatteri@gmail.com o sul mio profilo su Facebook!

mercoledì 18 novembre 2009

FRAMMENTI IN AFRICA


La raccolta di articoli sulla val di Sole "Frammenti di una valle" è "volata" fino in Africa dalla lettrice Maria Grazia, con origini solandre, già lettrice appassionata del romanzo La Strada di casa. Grazie!

martedì 6 ottobre 2009

RICORDANDO ARTURO BENEDETTI MICHELANGELI A RABBI


5 luglio 2005
L’ARMONIA ALTROVE

SAN BERNARDO DI RABBI- Musica e silenzio, musica e natura, connubi perfetti per ricordare un musicista che in val di Rabbi cercava proprio questo, la tranquillità dell’ambiente utile per scoprire e creare nuove armonie. A dieci anni dalla scomparsa, avvenuta nel giugno del 1995 all’ospedale cantonale di Lugano, il Comune di Rabbi in collaborazione con l’assessorato alla cultura della Provincia ha ricordato con due giorni di musica il pianista Arturo Benedetti Michelangeli, artista di fama internazionale, amico della val di Rabbi nella quale soggiornò per alcuni periodi. Sabato la chiesa parrocchiale di San Bernardo ha fatto da cornice al concerto per due pianoforti, che ha visto protagonisti Francesco Libetta e Pietro De Maria impegnati nell’interpretazione di brani d’artisti quali Mozart, Ravel, Clementi e Debussy, vale a dire musiche tra quelle preferite da Michelangeli, con un ottimo successo di pubblico. La manifestazione è uno degli appuntamenti fissi dell’estate in val di Rabbi, ma quest’anno, proprio in occasione della ricorrenza della scomparsa del musicista, ha assunto un’importanza particolare, soprattutto perché, come ha spiegato il sindaco, Franca Penasa, “in questo modo, oltre a ricordarlo, si cerca di mantenere vivo quel legame che univa Arturo Benedetti Michelangeli alla valle”. Il giorno seguente durante la messa in onore del pianista, è stato don Renato Pellegrini a tracciarne un profilo, da cui si ricava l’immagine di un uomo per il quale la musica non era una professione, ma una filosofia, un modo di vivere, che comportava anche spirito di sacrificio. “Quando ricordiamo quest’artista bisogna tentare anche di coglierne gli insegnamenti. Uno di questi è guardare al bello, a ciò che è oltre il quotidiano, ha saputo farci alzare gli occhi dalle sofferenze terrene per scorgere l’armonia altrove” ed una preghiera è stata rivolta anche a tutti gli artisti, affinché siano in grado di trasmettere la bellezza. La messa accompagnata dal coro Santa Lucia di Magras, diretto da Fausto Ceschi, si è chiusa con due canti, “In Paradisum” e l’“Ave Maria” del Beltjens in onore del pianista. Michelangeli, nato a Brescia nel 1920, diplomato quattordicenne al Conservatorio di Milano, oltre ai numerosissimi concerti in ogni parte del mondo, da Barcellona nel 1940 a Varsavia nel ’55, dagli Stati Uniti nel’48 all’Unione Sovietica nel ’64, passando per il Giappone e con due concerti in Vaticano, è stato anche insegnante, primo al Conservatorio di Bologna e poi a Bolzano. Qui, avvicinatosi alla montagna, fece amicizia con il coro alpino della Sat di Trento, per cui ha armonizzato dei brani, valorizzando in tal modo la musica popolare, lavoro svolto anche per il solandro coro Sasso Rosso il cui concerto alle scuole elementari ha proposto diversi brani del repertorio armonizzato dal maestro (dei 19 brani armonizzati, 7 sono di origine trentina), mentre l’amministrazione comunale ha premiato con una targa il direttore Adriano Dalpez per l’impegno dimostrato dal coro in occasione della manifestazione. Un ricordo di Michelangeli è giunto anche da chi l’ha conosciuto, tra cui il professor Giampaolo Minardi e l’ambasciatore a Varsavia Vincenzo Manno, che ha sottolineato come in Polonia sia stato commemorato il decennale della scomparsa; da entrambi è stata inoltre evidenziata la serietà e la scrupolosità che il pianista adottava come comportamenti in ogni aspetto della sua vita. Emozionata la signora Giuliana, moglie di Michelangeli (che la sposò nel ‘43) cui è stato donato un omaggio floreale. Per ritrovare il silenzio, Michelangeli si recava a Rabbi, una valle amica che continua ad onorare la memoria di un grande della musica.

mercoledì 26 agosto 2009

GEMELLAGGIO DIMARO-UNTERDIESSEN

11 agosto 1999
UN GEMELLAGGIO TOTALE


DIMARO- Che cosa succede se si mettono insieme due bande musicali, un paese solandro, novanta tedeschi, il tutto in un teatro nuovo? Succede un gemellaggio, com’è accaduto a Dimaro. Il paese gemellato è Unterdiessen, località posta a circa settanta chilometri da Monaco, che il sindaco Maurizio Albasini, il vicesindaco Marco Panciera e l’assessore alla cultura Lorenzo Comini, avevano già visitato. Totalmente a suo agio è parsa Monica Groner, sindaco di Unterdiessen, che ha conquistato tutti con la sua simpatia. Ma facciamo un passo indietro. Perché Dimaro ha scelto proprio Unterdiessen? Quando ancora il luogo era solo un nome sconosciuto ai più, Dimaro stava gettando le basi per un gemellaggio con la cittadina spagnola di Quiroga; presto però l’amministrazione si rese conto delle difficoltà di scambi e visite fra i due paesi, considerata la lontananza, e decise di optare per un paese più vicino. Nell’ottobre 1997 alcuni rappresentanti del comune di Unterdiessen si erano recati in val di Sole e nel luglio scorso era toccato ai solandri ricambiare portando in Baviera il corpo bandistico “Sasso Rosso”. Infatti, l’idea era un gemellaggio fra le due bande, ma successivamente si è deciso per un gemellaggio totale. Alla sfilata di rito hanno partecipato molte associazioni: il Corpo volontario dei vigili del fuoco e alpini, lo Sci club Folgarida, il Movimento per la vita val di Sole, l’Avis, il Cai, la Sat, l’Ancr, la Croce Rossa, il Circolo anziani, il Centro rafting. La banda di Dimaro ha accompagnato la sfilata fino in teatro, dove i due sindaci hanno firmato il giuramento di gemellaggio.“Questa giornata” ha detto Albasini “rappresenta l’inizio di un cammino impostato sul dialogo, che ci permetterà di aprirci maggiormente all’Europa”. La Groner ha letto un discorso in italiano: “L’unità d’Europa si fa nel cuore dei popoli” ha affermato “e questo è importante soprattutto per i giovani e per un futuro di pace”. Dopo le firme, scambio di regali tra i primi cittadini: Unterdiessen ha donato un disco di legno per la “San Lorenzo Fest” un boccale della Baviera e, ironicamente, alcuni ombrelli con lo stemma del paese, perché la mattinata si era presentata piovosa. Inoltre il sindaco Groner ha consegnato un libro a Lorenzo Comini per la disponibilità dimostrata. Dimaro ha donato un quadro e dei fiori al primo cittadino bavarese, due libri su Carciato e Dimaro e un quadretto ricordo. Successivamente i bambini delle classi seconda e terza elementare di Dimaro hanno cantato una canzoncina in tedesco e altri doni sono stati offerti dal membro più anziano dei vigili del fuoco e della banda di Dimaro. La banda di Unterdiessen ha cesellato la nuova unione con un piccolo concerto. In serata, partita al campo sportivo tra le due formazioni e poi tutti al tendone bavarese.

A questo sono seguiti altri momenti, come una vista ufficiale tra consigli comunali, ancora a Dimaro, che ha permesso una maggiore conoscenza anche agli altri componenti dell’amministrazione.

lunedì 3 agosto 2009

FRAMMENTI DI VAL DI SOLE


L'idea di raccogliere alcuni degli articoli più interessanti sulla val di Sole mi è nata per creare una piccola testimonianza delle storie e dei fatti magari meno conosciuti ma non per questo meno importanti e suggestivi.

http://it.shvoong.com/books/short-story-novella/1903295-frammenti-di-una-valle/

mercoledì 29 luglio 2009

IL BOLOGNA A DIMARO NEL 2002


26 giugno 2002
DIMARO- E’ ufficialmente iniziato il ritiro precampionato del Bologna Calcio a Dimaro che si prepara all’Intertoto. La squadra è arrivata allo Sport Hotel Rosatti, che li ospiterà fino al 6 luglio, ieri verso le 13. Nessuna cerimonia ufficiale e d’altra parte dopo un viaggio di quattro ore in pullman sotto un sole cocente, i giocatori non vedevano l’ora di riposarsi un po’. “Ci aspettiamo di star bene e di lavorare in condizioni ottimali” ha detto l’allenatore Francesco Guidolin e stesso commento è stato espresso anche dall’attaccante Giuseppe Signori: “Spero di lavorare bene, in condizioni atmosferiche che lo consentano. A Bologna non è proprio possibile”. Peraltro gli allenamenti sono iniziati già nel pomeriggio. Per domenica 30 giugno è fissata la prima amichevole con la polisportiva Dimaro Folgarida. Dopo il ritiro di Dimaro, la squadra si trasferirà a Sestola (Modena) per l’ultima fase di preparazione che terminerà il 16 luglio, data prevista per il rientro a Bologna.

venerdì 17 luglio 2009

LA CICOGNA A OSSANA


27 aprile 1999

OSSANA, E’ ARRIVATA LA CICOGNA


OSSANA- Di solito di quest’animale se ne parla solo quando è in arrivo un bambino, associandolo al momento della nascita: è la cicogna. Per le cicogne (in particolare per quelle bianche) è consuetudine nidificare nei luoghi abitati, magari sui tetti dei campanili, delle torri, dei ruderi abbandonati e a volte anche delle case; proprio quello che ha fatto un esemplare di cicogna bianca sul tetto dell’abitazione di Maria Rosa Parma ad Ossana. L’animale si è sistemato sull’antenna della televisione e lì è rimasto per tutta la notte fino alla mattina successiva, tra lo stupore degli abitanti e della forestale di Fucine, subito accorsa per osservare la cicogna da vicino. L’aspetto era quello caratteristico della specie: grandi dimensioni, piumaggio interamente bianco fuorché la parte esterna delle ali (nera), collo lungo, becco appuntito e occhi neri. Le cicogne provengono prevalentemente dall’Africa centro meridionale e ogni anno alla fine di febbraio giungono nell’Europa settentrionale. Il periodo riproduttivo comprende proprio i mesi di aprile-maggio. Perciò non è da escludere che la cicogna abbia nidificato su qualche albero nel bosco di Ossana.

martedì 23 giugno 2009

UNA DELLE MERIDIANE DI MONCLASSICO



Immagine della meridiana dipinta sulla caserma dei vigili del fuoco (come richiamato dalla stessa figura)di Monclassico. La storia nel libro...

lunedì 8 giugno 2009

PORCINO CON FIGLIO




5 settembre 2004

MEZZANA- Anche i funghi hanno il senso della famiglia. Lo dimostra il porcino trovato in questi giorni nei boschi di Mezzana da Rodolfo Ravelli, appassionato fungaiolo, che durante una passeggiata ha scoperto per caso una “rarità”. Si tratta di un porcino che, alla sua sommità, ha attaccato un porcino più piccolo, cresciuto proprio sulla “testa” di quello più grande, quasi fossero madre e figlio. Il fungo non ha dimensioni particolari ma è proprio questa caratteristica a renderlo unico.

giovedì 28 maggio 2009

MERIDIANE A MONCLASSICO


17 luglio 2003
IL PAESE DELLE MERIDIANE


MONCLASSICO- La prima fase di un progetto che si svilupperà nel corso dei prossimi anni è iniziata nel comune di Monclassico. Cinque artisti da domenica scorsa stanno lavorando sulle facciate di alcune abitazioni di Monclassico e della frazione di Presson, dipingendo su ognuna una meridiana. L’iniziativa, denominata “Le meridiane di Monclassico, cinque artisti dipingono il tempo” che si appresta a concludersi è partita dalla neonata associazione “Le meridiane” che ha come presidente Monica Tomasi, vicepresidente Sandro de Manincor e conta sulla presenza di Lucia Asperti, Renato Wegher, Lorenzo Mocatti, Gianfranco Largaiolli e Giulio Meneghini, con la collaborazione del Comune, dell’Asuc (Amministrazione separata degli usi civici) e un contributo dei privati. L’idea è quella di riscoprire la bellezza di questi soggetti, trasformando il comune, in un arco di tempo che potrebbe essere anche decennale, nel paese delle meridiane, unico in Italia. Di edizione in edizione saranno sempre più numerose le case abbellite dagli artisti, che, come già questa volta, saranno sempre cinque, uno locale e quattro provenienti da altre zone. Per questo primo “esperimento” sono stati contattati professionisti che conoscevano già la valle per aver organizzato precedentemente delle mostre, ed ognuno di loro ha cercato di dare un’impronta personale alla meridiana. Gli artisti impegnati sono Livio Conta di Monclassico all’ex caseificio, Enrico Carnevale di Vigevano a casa Casna, Marco Sudati di Cremona (ma vive e lavora a Pizzighettone) a casa Parolari Mezzena, Giuseppe Alesiani di Massignano (Ascoli Piceno) a casa Cavallar a Presson e Tino Rusconi di Mapello (Bergamo) a casa Pozzati Carnessalini ancora a Presson. Le opere hanno dimensioni diverse, dovute alle caratteristiche delle case ed al loro grado d’esposizione mentre per quanto riguarda i temi si è cercato di valorizzare il territorio nelle sue proprietà naturali, come l’acqua, ricollegandosi poi al riconoscimento da parte dell’ONU di questo 2003 come Anno Internazionale dell’acqua, ma anche montagne e frutti. Carnevale, per esempio, ha realizzato una meridiana come allegoria del tempo, raffigurando un anziano che tiene in mano una clessidra, ma anche dei falegnami (tenendo presente il lavoro dei proprietari dell’abitazione) che costruiscono il carro di Cronos e l’alternarsi delle stagioni. Per eliminare il tono “drammatico” dello scorrere del tempo, le ore sono dipinte da una figura che rappresenta la speranza. Stile figurativo moderno con figure stilizzate per Rusconi, che ha voluto utilizzare il marrone per adattare l’opera all’ambiente circostante e per simboleggiare il tempo, in grado di sbiadire ogni cosa. Alesiani, pittore che predilige le ambientazioni agresti, ha dipinto le montagne con la neve dalla quale sgorga l’acqua ed una cascata da cui nasce la vita, cioè i frutti del lavoro dell’uomo, come mele e funghi. Anche Sudati e Conta hanno voluto in primis esaltare le componenti che fanno parte del paesaggio solandro. Per tutte le meridiane i tracciati sono stati realizzati da don Alberto Cintio di Ascoli Piceno che fa parte dell’Unione astrofili italiani, sezione quadranti solari. Le meridiane sono state poi ”costruite” con il classico gnomone (l’asta metallica che con la sua ombra segna le ore) e dipingendo la scena intorno. In più, all’ex caseificio è stata allestita una mostra con altri lavori degli artisti e soprattutto i bozzetti di ogni opera. Del progetto sarà stampato un libretto con la descrizione, le immagini e la storia dell’iniziativa che si concluderà domani sera alle 21 con un concerto in piazza e l’omaggio agli artisti. Monclassico non è nuovo alla tradizione delle meridiane: da sottolineare, oltre ad una datata 1969, un’altra a Presson del 1868, a dimostrazione dell’evolversi della tecnica. Se, infatti, questa presenta solo lo gnomone e le linee per le ore, quelle attuali hanno la capacità grazie a parametri e calcoli più precisi, di indicare i mesi e le stagioni.

mercoledì 20 maggio 2009

UNO DEGLI ARTICOLI: GERRY SCOTTI IN VAL DI SOLE


DIMARO- Prima di rituffarsi nell’esperienza televisiva de “La Corrida” e lontano per qualche giorno dagli studi Mediaset, Gerry Scotti ha scelto la val di Sole per una vacanza; è, infatti, ospite con il figlio Edoardo (appassionato di snowboard) all’hotel Luna di Folgarida. A proporgli il relax l’amico Livio Valentini, gestore del campeggio residence Dolomiti di Dimaro.
Scotti, è la prima volta che visita il Trentino e la val di Sole?
In valle è la prima volta, il Trentino l’ho conosciuto da ragazzo, sono stato alcune volte a Madonna di Campiglio, sempre da non sciatore. Con Valentini, i signori Renzi e Bertoli (delle Funivie Folgarida Marilleva) ho visitato gli impianti e capito che la val di Sole dev’essere molto bella anche in altre stagioni.
Valentini le ha proposto di ritornare in estate…
Si, io sono uno sportivo più di quanto si creda, mi piacciono rafting, canoa, bicicletta. Appena in città scoppierò dal caldo verrò qui.
Lei conduce “Passaparola”, “Chi vuol esser milionario”, “La Corrida”, ed è attore nella fiction “Finalmente Soli”. Dove si sente maggiormente realizzato e in futuro sarà più presentatore o attore?
“Chi vuol esser milionario” è un evento in tutto il mondo. Gli americani mi hanno detto che se parlassi l’inglese avrei potuto presentarlo in America. “Passaparola” è alla quinta edizione, “Finalmente Soli” nasce per caso, dalla fiction precedente “Io e la mamma” con Delia Scala. Siamo arrivati a cento puntate, i produttori mi ronzano intorno. Al cinema ho sempre detto no, finora mi hanno proposto film di Natale, ora sono stato seriamente avvicinato da un produttore ma per dedicarmi al cinema dovrei distaccarmi dal ruolo che ho adesso. Sarà un regalo che mi farò, forse, fra due stagioni.
Tutti i suoi programmi continuano ad avere grande successo. Qual è la formula?
Io ringrazio il Cielo, sono fortunato. Onestà intellettuale, non vergognarsi del proprio prodotto, pensare allo spettatore. Un maestro è Mike Bongiorno, dieci anni fa si torceva il naso quando si parlava di quiz, poi con “Il Milionario” sono diventato un fenomeno. Ci ho messo un anno invece a dire sì alla “Corrida”, l’eredità di Corrado era enorme, poi l’anno scorso è andata bene.
Che fine ha fatto il Gadano, personaggio amato dai bambini, a “Passaparola”, e che tipo d’immagine trasmettono le Letterine alle ragazze?
Il Gadano non ci sarà per tre mesi, poi tornerà. E’ un test legato ai dati d’ascolto che dobbiamo fare introducendo anche dei cambiamenti. Non immaginavamo invece che sarebbe scoppiata la moda delle Letterine. Era una presa in giro del ruolo delle vallette, l’unico a farlo così bene è stato Arbore con le ragazze Coccodè. Per quelle che si sono avvicendate e le attuali è un’esperienza che può diventare un trampolino di lancio ma non credo alla tv che promette molto, come il “Grande Fratello”. L’intelligenza di una donna non si misura dalla lunghezza della sua gonna.

giovedì 14 maggio 2009

LETIZIA RACCONTA..VIA DA VERMIGLIO VERSO L'AUSTRIA


22 agosto 2005
C’E’ LA GUERRA, LASCIATE VERMIGLIO

VERMIGLIO- Un paese intero svuotato e una fila di persone in cammino con le loro poche cose, verso un ignoto destino in un luogo sconosciuto. Il paese era Vermiglio ed erano i suoi abitanti, commossi e disperati, a lasciare le loro case verso la località austriaca di Mitterndorf. Accadeva esattamente novant’anni fa, nell’agosto del 1915; l’ordine d’evacuazione, a seguito della volontà dello Stato maggiore imperiale di realizzare una fascia di sicurezza nei dieci chilometri vicini al confine, giunse dalla Luogotenenza di Cles il 22 agosto, qualche giorno dopo partirono gli abitanti di Cortina e Fraviano, per ultimi quelli di Pizzano. Fra questa gente c’era anche una bambina di 11 anni, Letizia Panizza, che lasciava Cortina con la madre, Cristina Graifenberg ed i sette fratelli. Il padre, Ernesto Panizza, nel periodo di guerra era addetto al rifornimento verso i Forti a Fucine e quindi non partì con la famiglia. Letizia, classe 1904, ha festeggiato 101 anni lo scorso giugno, ma ricorda nitidamente la vicenda di cui fu protagonista. “Il sindaco ci disse che si doveva andare via, potevamo portare solo 5 chili delle nostre cose a testa. Prima di partire liberammo gli animali dalla stalla, ma non volevano uscire. Sembrava che anche loro sapessero che dovevamo andare via”. Pur essendo allora solo una bambina e nonostante la confusione del momento, Letizia non poteva non vedere e non sentire i sentimenti delle persone accanto a lei alla partenza. “Tutti chiedevano “Dove ci manderanno?” “Torneremo indietro?” E piangevano”. Molti, a causa delle condizioni precarie del “Barackenlager” di Mitterndorf, non tornarono più a Vermiglio; tutta la famiglia di Letizia, escluso il nonno, riuscì a sopravvivere. Dopo essere giunti a piedi a Malè, caricati sul tram ed in seguito su un treno “in un vagone pieno di paglia” e con un unico conforto nel lungo tragitto da Vermiglio in Austria cioè “la gente che incontravamo, che ci portava una scodella con qualcosa da mangiare” i vermigliani giunsero infine a Mitterndorf. “Pioveva e la baracca era senza finestre. Eravamo in 18-19 per camera. C’erano delle infermiere che passavano per le baracche, chiedevano se i bambini erano sani o no. Mia madre allora attaccava due materassi, faceva un buco e ci nascondeva se eravamo malati. Chi mandavano in ospedale, di solito non tornava”. Per qualche anno la vita proseguì tra fame, freddo, malattie, fino al rientro a guerra ultimata. Prima di tornare definitivamente a Vermiglio (durante la guerra abitato dai militari) molti furono costretti a cercare ospitalità in altri paesi, essendo le loro case distrutte da incendi, valanghe e saccheggi. Letizia, con la sua famiglia, restò a Malè per un anno e mezzo dopo aver lasciato Mitterndorf. “Mio padre era all’ospedale militare a Malè, con la broncopolmonite. Noi chiedevamo la carità” ed il padre morì senza far ritorno a Vermiglio con i suoi cari. “A Vermiglio abbiamo trovato la casa, ma avevano portato via tutto. Avevano avvertito mio padre che rubavano, ma lui disse “Dove vuoi che vada, qui non ho nessuno”; facevamo avanti e indietro a piedi tra Vermiglio e Malè mentre si sistemava la casa”. La gioia del ritorno fu offuscata dalla consapevolezza di dover ricominciare da capo e per dare una mano alla famiglia Letizia s’impiegò come serva ad Ortisè. Poco alla volta la vita riprese, con la ricostruzione di quel paese portato nei cuori di tutti coloro che, novant’anni fa, furono costretti ad abbandonarlo.

COS'E' FRAMMENTI


Frammenti di una valle è una raccolta di articoli scritti da me tra il 1998 e il 2005 per "L'Adige" e "Vita Trentina" inerenti la val di Sole. Si tratta di pezzi particolari che raccontano curiosità, personaggi e notizie inconsuete accadute in valle. Da citare l'ultimo Kaiserschutzen di Cavizzana, l'antico bosco di larici visitabile in val Comasine, il caseificio trasformato in museo sulla lavorazione del latte a Somrabbi, le meridiane di Monclassico e l'arrivo di Gerry Scotti a Dimaro, i due rapaci atterrati in un giardino privato e la bonfica dagli ordigni bellici al Passo del Tonale e la storia di Letizia, che racconta di quando, bambina, seguì il suo paese, Vermiglio, nell'esodo verso Mitterndorf nel 1915. Questo e molto altro ancora...piccoli frammenti che insieme narrano un tratto di storia della valle.